Unโoccasione di incontro e confronto per ricordare la centralitร del paziente in quanto persona, con interventi a carattere non solo medico-scientifico, ma anche socio-sanitario. Questa lโesperienza dei tanti che in presenza e da remoto, grazie al supporto di UNIAMO, hanno partecipato al Convegno nazionale di UNITI, che si รจ svolto lo scorso 5 ottobre 2024, nel suggestivo Collegio dei Padri Oblati a Rho.
Allโevento hanno partecipato relatori nazionali e internazionali in rappresentanza dei diversi partner con cui UNITI da tempo collabora, come il Policlinico di Milano, lโIstituto Dermopatico dell’Immacolata di Roma, lโOspedale Pediatrico Bambin Gesรน di Roma, lโAzienda Ospedaliera dell’Universitร di Padova, lโEuropean Network for Ichthyosis e il Consorzio Universitario Humanitas di Roma.
Il convegno รจ stato anche lโoccasione, soprattutto per i piรน piccoli, di trascorrere una giornata per riflettere su quale su quale fosse la loro speciale abilitร , per cui essere considerati degli impavidi โSupereroiโ capaci di affrontare anche le sfide piรน dure. Lo hanno fatto grazie ai laboratori ad hoc organizzati da Marco e Ilaria, operatori esperti dell’Associazione Culturale di Officine Teatrali. Il senso di questa iniziativa per i piรน giovani va ricondotto a quando afferma lโOMS: lโassenza di malattia non coincide esattamente con il benessere della persona; il raggiungimento del benessere fisico, mentale e sociale, dunque รจ e deve essere un obiettivo perseguibile fin dalla piรน tenera etร .
Oltre allโattivitร convegnistica e ai laboratori, ci sono stati anche ulteriori momenti di svago e socializzazione per esplorare il contesto che ha ospitato lโiniziativa. Nella mattinata del 6 ottobre, la guida Bruna Parisi, dellโAssociazione Pandora ha accompagnato i partecipanti per le vie di Rho, alla scoperta dellโincantevole Villa Burba, oggi sede della Biblioteca Comunale, del Santuario dellโAddolorata e dei suoi affreschi e infine per vie del centro di Rho, con alcuni suoi villini storici.
I temi affrontati
Nel corso della prima sessione della mattina del 5 ottobre:
- Il dottor Gianluca Tadini ha illustrato un quadro della situazione a livello mondiale, attraverso unโanalisi dei dati sulla epidemiologia genetica, facendo il punto sullo stato dellโarte in termini di ricerca e di possibili terapie e specificando che a breve non si parlerร piรน di ittiosi, ma che questa rientrerร nella grande famiglia dei disordini di cheratinizzazione.
- Leonardo Hervas e Ruth Anton, dellโAsociaciรณn Espaรฑola de Ictiosis, hanno illustrato lโambizioso progetto di creare un registro dei pazienti a livello europeo per facilitare la ricerca e quindi trovare una terapia, soprattutto genica, per tutte le fome di ittiosi con un coinvolgimento attivo dei pazienti giร nelle fasi di ricerca. Entro fine 2024 sono intenzionati a costituire la Fondazione ICHTHYP per iniziare a raccogliere dati da inserire su una piattaforma europea e giungere infine alla realizzazione di una biobanca e si pongono come ulteriore obiettivo lโaccessibilitร universale alla diagnosi genetica.
- La dottoressa Lucia Brambilla ha approfondito la correlazione tra i disturbi del sonno e i segni di invecchiamento nella pelle e lโimpatto negativo che la deprivazione o la riduzione di sonno, magari anche per un abuso degli smarthphone specie nelle fasi di pre-addormentamento, ha sulla pelle, soprattutto nei pazienti dermatologici.
La seconda sessione รจ stata dedicata ai progressi e alle terapie sperimentali:
- La dottoressa Anna Belloni-Fortina ha illustrato come, in attesa di una terapia genetica, si possa intervenire, almeno in parte, a livello infiammatorio, per attenuare sintomi quali ipercheratosi ed eccessiva secchezza cutanea, oltre che prurito, con farmaci biologici che, in alcuni casi, si dimostrano molto efficaci e senza particolari controindicazioni, specialmente se si fa riferimento al Dupilumab e al Sekukinumab.
- La dottoressa Maya El Hachem ha descritto uno specifico trial su un retinoide topico, lโisotretinoina, per il trattamento dellโittiosi e i risultati raggiunti, sottolineando che i pazienti con una forma eritrodermica hanno sospeso quasi immediatamente la sperimentazione per forti reazioni legate allโapplicazione e altri ancora hanno lamentato forti bruciori nella zona di applicazione e talvolta aumento del prurito.
- La dottoressa Michela Brena ha mostrato i risultati raggiunti con lโuso di Dupilumab in caso di sindrome di Netherton, intervenendo in particolar modo sul prurito e sullโinfiammazione cutanea e sullo stato di salute dei capelli, con un netto miglioramento percepito della qualitร di vita.
- Il dottor Biagio Didona ha ulteriormente approfondito la sindrome di Netherton, le cure possibili e i risultati raggiunti con una carrellata di immagini che hanno dimostrato come alcune terapie possono migliorare sensibilmente la qualitร della vita delle persone che soffrono di questa malattia e ha introdotto la sperimentazione in corso con lo Spesolimab.
- Il dottor Gianluca Tadini ha elencato e dettagliato le terapie โtailoredโ (sartoriali) attualmente in corso, per la cura dellโittiosi, la terapia di sostituzione-enzimatica del dottor Traupe per le ittiosi lamellari da TGM1, le terapie che usano dei virus come vettori per il trattamento delle forme autosomiche recessive come il KB105, fino ad arrivare alla correzione della mutazione genetica da TGM1 giร in fase embrionale mediante tecniche di gene editing o allโutilizzo dei farmaci aminoglicosidi.
La terza e ultima sessione ha messo al centro la persona con ittiosi e la sua rete di cura e la restituzione da parte di UNITI delle azioni che lโassociazione ha messo in campo nellโultimo anno – dagli eventi a cui ha partecipato lโorganizzazione, allโattivitร di comunicazione, dalla raccolta fondi fino agli incontri periodici tra i membri del Consiglio Direttivo:
- Il dottor Luciano DโAuria ci ha evidenziato lโimportanza dellโeducazione terapeutica del paziente per permettergli di acquisire e/o mantenere quelle competenze necessarie per gestire al meglio la sua vita con la malattia cronica, considerandolo come un partecipante attivo con un enorme potenziale sul suo processo di cura e come ci sia necessitร di una medicina partecipativa, non prescrittiva. Ha inoltre posto lโaccento sul considerare in primis quel paziente come una persona, dando ampio spazio ai suoi vissuti rispetto anche alla sua malattia. Il dottor Enrico Prosperi ha proseguito lโintervento sostenendo lโimportanza di una cura con un approccio sistemico centrato sulla persona, in cui lโobiettivo primario sia poter condurre una vita significativa per quel paziente, che viene condotto a scegliere consapevolmente quale sia il proprio stato di salute, in accordo al mantenimento di una buona qualitร dello stile di vita, sottolineando che per sostenere le persone malate รจ necessario lโascolto, la comprensione e la collaborazione.
- La dottoressa Paola Francesca Ajmone ha approfondito come le patologie croniche della pelle impattino non solo sul paziente, ma in modo pervasivo anche sul suo nucleo familiare, altamente coinvolto in maniera pratica ed emotiva nella cura e nel trattamento della patologia, motivo per cui รจ fondamentale offrire fin dallโinizio a entrambi un adeguato supporto psicologico. La pelle infatti non รจ solo il primo organo sensoriale di conoscenza del mondo esterno, ma anche il primo veicolo per lโinstaurarsi della relazione di attaccamento tra il bambino e il caregiver, pertanto la famiglia รจ un co-partner fondamentale nella cura, ingaggiarla significa non solo mettere al centro il bisogno di cura del paziente ma anche dei familiari.
- Giusy Trogu, segretaria del consiglio direttivo di UNITI, ha effettuato un breve excursus di questo primo anno di conduzione del nuovo Consiglio Direttivo, relativamente ai vari eventi a cui UNITI ha preso parte, con lo scopo di sensibilizzazione e di raccolta fondi per la ricerca, dei finanziamenti che ha deciso di mettere in campo, dei riconoscimenti ottenuti e delle attivitร interne e/o esterne allโassociazione con i relativi traguardi raggiunti e delle prossime iniziative in programma.
- Debora Sanguinato ha introdotto la scelta di UNITI di investire a maggio 2024 sulla comunicazione, con il coinvolgimento come referente di Monica Mastroianni. Tra gli obiettivi di questa attivitร , il restyling delle brochure, la produzione dei gadget per la raccolta fondi e, soprattutto, la gestione del sito e dei canali social, curandone i contenuti veicolati, con particolare attenzione allo storytelling, perchรฉ chi vive con lโittiosi, o qualcuno che in qualche modo ci ha avuto a che a fare, possa sensibilizzare gli altri riportando la propria esperienza a riguardo.
- La tesoriera, Irene Zanello, ha introdotto la consulente legale, lโavvocata Giorgia Rulli che ha offerto una rapida panoramica sui diritti inalienabili alla salute, dando suggerimenti pratici alle persone con ittiosi o ai loro caregiver, sottolineando che tutto quello che รจ presente nel piano terapeutico deve essere garantito, anche se si tratta di prodotti galenici (legge 175/2021) e che laddove questo non avviene si possono presentare diffide o agire in giudizio o in aggiunta, laddove non si traggano benefici da alcuni prodotti o al contrario risultino dannosi, si possono chiedere modifiche rispetto ai prodotti inseriti nel piano terapeutico, mettendone adeguatamente per iscritto le motivazioni. Lโavvocata ha inoltre suggerito di chiedere al proprio comune di residenza di stilare il progetto di vita individuale socio-sanitario e ha ricordato lโesistenza di contributi economici riconosciuti al genitore caregiver, come lโassegno di cura. Infine, ha invitato i partecipanti a presentare allโInps lโistanza in autotutela per chiedere la non rivedibilitร fino al diciottesimo anno di etร . A conclusione dellโintervento, ha ricordato che tutte le volte che una persona con disabilitร viene messa in una condizione di svantaggio, anche non fornendole un prodotto adeguato alle sue cure, nel caso in oggetto per esempio le creme, si puรฒ far appello alla legge 67/2006 per la condotta discriminatoria.
- La dottoressa Micaela Abbinante ha fatto riflettere lโuditorio su quale possa essere il ruolo della medicina narrativa, metodologia di intervento clinico-assistenziale basata su una specifica competenza comunicativa, la cui narrazione attraverso i diversi strumenti, sincroni o asincroni, come per esempio il diario narrativo, il diario cartaceo o la scrittura riflessiva, diventa strumento fondamentale per acquisire, comprendere e interagire i diversi punti di vista che intervengono nella malattia e nel processo di cura. La medicina narrativa punta a considerare la dimensione bio-psico-sociale della malattia e dunque la qualitร di vita del singolo paziente e a proporre un processo di cura personalizzato al fine di raggiungere outcome di cura migliori.
- In chiusura, la dottoressa Antonella Esposito e il dottor Giuseppe Caliccia hanno illustrato gli esiti della ricerca dal titolo โQualitร della vita e consegna della diagnosi nelle malattie rare e nelle sindromi geneticheโ, che ha indagato quali siano i vissuti e bisogni percepiti dai pazienti affetti da malattie rare e dei loro caregiver. Dai dati emerge che la modalitร di comunicazione della diagnosi รจ un fattore fondamentale per la percezione della qualitร di vita, soprattutto per i pazienti in una fascia di etร fino ai 10 anni, e che si predilige che la stessa venga consegnata in presenza di unโequipe multidisciplinare, al cui interno รจ contemplata anche la figura dello psicologo. ร stata inoltre evidenziato che per una buona gestione quotidiana della malattia e soprattutto per una buona qualitร di vita per il paziente รจ fondamentale il suo benessere psicologico, mentre per i caregiver assumono rilevanza le relazioni sociali. I pazienti o i caregiver che hanno ricevuto un supporto psicologico riportano una qualitร di vita superiore, sottolineando cosรฌ lโimportanza cruciale dellโassistenza psicologica durante tutto il processo di cura di una malattia rara.
- La dottoressa Esposito ha infine presentato il master di II livello in partenza presso il Consorzio Humanitas, da lei ideato, dal titolo โMalattie rare. Interventi psicologici, medici, sociali e riabilitativi della presa in carico del Malato Raroโ, che offre una formazione completa e specializzata a quei professionisti che desiderano sviluppare competenze avanzate nella gestione di pazienti con malattie rare, con un programma che affronta in modo integrato e multidisciplinare gli aspetti medico-assistenziali, sociali, di ricerca, lavorativi ed etici con particolare attenzione agli aspetti psicologici, neuropsichiatrici, psichiatrici e riabilitativi.
