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Come funziona la nostra pelle e cosa succede con l’ittiosi? Mini guida per te

Ti sei mai fermato/a a pensare a cosa fa la tua pelle ogni giorno? È qualcosa che diamo per scontato. La pelle lavora continuamente per proteggerci, regolare la temperatura e mantiene il corpo protetto. Eppure ci accorgiamo davvero di lei solo quando qualcosa cambia.

Maggio è il mese dedicato alla consapevolezza sull’ittiosi, una malattia rara della pelle ancora poco conosciuta. Per capirla davvero, bisogna partire da qui: capire come funziona la pelle.

Come funziona la nostra pelle

La pelle è l’organo più esteso del nostro corpo. Ha il compito di proteggerci dall’esterno, trattenere l’umidità e difenderci da agenti esterni come batteri e sostanze nocive.

Lo strato più esterno si chiama strato corneo. È formato da cellule morte, sottili e appiattite, che contengono cheratina, una proteina che rende la pelle resistente. Tra queste cellule ci sono dei lipidi, sostanze grasse che permettono alla pelle di essere impermeabile: trattengono l’acqua all’interno e impediscono a quella esterna di entrare.

Sotto lo strato corneo c’è l’epidermide. Qui nascono continuamente nuove cellule che, nel tempo, risalgono verso la superficie. Durante questo viaggio producono cheratina, si trasformano, muoiono e diventano parte dello strato corneo.

In condizioni normali, questo processo dura circa 28 giorni. Le cellule arrivano in superficie, si staccano in modo invisibile e vengono sostituite da nuove cellule. È un ciclo continuo, costante, in equilibrio.

Cosa succede quando questo processo si rompe?

Nel nostro carousel su Instagram lo abbiamo raccontato con una frase semplice: questo processo, con l’ittiosi, si rompe. Nell’ittiosi, infatti, le cellule della pelle si accumulano nello strato corneo.

Immagina un’autostrada: entrano più auto di quante ne escano. E si crea traffico. È la metafora per comprendere quello che succede nella pelle.

Questo “ingorgo” può avvenire per diversi motivi. In alcuni casi, le cellule vengono prodotte troppo velocemente: invece dei normali 28 giorni, arrivano in superficie in meno di 14 giorni. In altri casi, le cellule vengono prodotte a ritmo normale, ma non riescono a staccarsi e cadere come dovrebbero. E a volte succedono entrambe le cose.

Il risultato è sempre lo stesso: le cellule si accumulano.

Quando questo accade, lo strato corneo si ispessisce. La pelle diventa più secca, perde umidità, si contrae e può arrivare a screpolarsi. Le fissurazioni si approfondiscono e la superficie della pelle assume un aspetto squamoso.

L’ittiosi è contagiosa?

Una delle domande più frequenti, soprattutto tra i bambini e le bambine, è: “Si può prendere?”

La risposta è no. L’ittiosi non è contagiosa. Non è causata da batteri, virus o germi, quindi non può essere trasmessa da una persona all’altra.

Si tratta di un gruppo di condizioni genetiche. Può essere dovuta a una mutazione spontanea oppure trasmessa all’interno della famiglia. È presente fin dalla nascita, anche se in alcuni casi i sintomi diventano evidenti nei primi mesi o nel primo anno di vita.

Capire cosa succede nella pelle è il primo passo per capire davvero l’ittiosi. E capire è fondamentale per superare pregiudizi, paure e disinformazione.

Parlarne, informarsi, condividere contenuti come questo: è così che si costruisce consapevolezza.

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