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Il 2°Raduno del Gruppo Ittiosi

A PROPOSITO DI ITTIOSI.

Domenica 24 giugno dalle ore 9,30 alle 13.00
Auditorium dell'IDI di Roma,
Via dei Monti di Creta, 104

Sono intervenuti:

Prof. Rino Cavalieri – Primario I Divisione Dermatologia IDI - la nobile figura dello scienziato e del terapeuta, la cui missione non si esaurisce nel solo adempimento dei compiti professionali, ma si sublima col trasfondere la passione della conoscenza ai propri collaboratori.

Dr. Mauro Paradisi – VII Divisione Dermatologia IDI - i vari aspetti della patologia: dalla denominazione, ai "tipi", alla classificazione, alle manifestazioni.

D.ssa Eleonora Candi – Medicina sperimentale Università di Tor Vergata - gli aspetti di biologia molecolare e la metodica attraverso la quale si analizzano i campioni per determinare l'esatta diagnosi.

D.ssa Giovanna Zambruno – Lab. Biologia molecolare IDI - la natura genetica della patologia, le sue varie forme, la sua trasmissibilità.

Dr. Biagio Didona – I Divisione Dermatologia IDI - gli approcci terapeutici per il trattamento delle varie forme di ittiosi.

Dr. Gerry Melino – Ricercatore di biologia molecolare Università di Roma - la ricerca e le prospettive della futura terapia genica.

Dr. Inglese (Tribunale dei diritti del malato) - gli aspetti burocratici delle varie associazioni dei malati con gli organi ministeriali e regionali in materia di sanità.

Dr. Paradisi - Conclusioni.

Classificazione e clinica delle ittiosi

Le ittiosi rappresentano un vasto gruppo di disordini della cheratinizzazione (corneificazione), clinicamente caratterizzato dalla presenza di squame visibili su gran parte o tutta la superficie cutanea. Possono essere acquisite o genetiche; se compaiono in età adulta conseguono a neoplasie, disordini nutrizionali, metabolici o farmaci. L'ispessimento dello strato corneo, tipico delle ittiosi, può derivare dall'aumento dell'attività proliferativa delle cellule basali o da difetti di adesione intercellulare per anomalie proteiche e/o lipidiche delle cellule epidermiche.

Le ittiosi di tipo ereditario possono essere classificate in Ittiosi Volgare, Ittiosi legata al cromosoma X, Eritrodermia ittiosiforme bollosa, Ittiosi lamellari congenite, Ittiosi sindromiche (Tab n.3).

Tabella n.3: Classificazione delle Ittiosi
  Ereditarietà Incidenza Difetto Forme cliniche
ITTIOSI VOLGARE A.D. 1:300 Anomalie
profilagrina/filagrina>
 
ITTIOSI X-LINKED A.R. 1:6000 Deficit steroido-sulfatasi  
ITTIOSI LAMELLARI CONGENITE A.R
A.D.*
1:300.000 Deficit transglucaminasi
Tipo I
Forme eritrodermiche persistenti o non Feto Arlecchino
ERITRODERMIA ITTIOSIFORME BOLLOSA A.D. 1:200.000 Alterazione citocheratine K1, K10, K2e Eritrodermia ittiosiforme bollosa Ittiosi di Siemens
ITTIOSI COMPLESSE SINDROMICHE A.D. o
A.R.
Variabile (difetto metabolico lipidico, enzimopatia, sconosciuto) Per esempio:
Sindrome di Sjogren-Larsson, S. di Rud, S. di Refsum, ecc.

Caratteristiche cliniche e decorso

L'ittiosi volgare, autosomica dominante, è il tipo più frequente e si manifesta durante il primo o secondo anno di vita con comparsa di piccole squame bianco-grigiastre che interessano soprattutto le superfici estensorie degli arti in modo simmetrico associandosi a xerosi del viso con desquamazione a livello del capillizio. Può associarsi a cheratosi pilare localizzata alle superfici estensorie delle braccia, cosce e glutei. Caratteristicamente vi è risparmio delle grandi pieghe e iperlinearità palmare. Nel 35% dei casi si associa ad atopia, il decorso è favorevole con l'età, mentre risulta sostanzialmente stabile o peggiore negli altri tipi, l'aspetto clinico tende a migliorare in estate ed a peggiorare nei mesi invernali. Questa forma è caratterizzata da un'ipercheratosi ortocheratosica da ritenzione con diminuzione dello strato granuloso. Sebbene la patogenesi molecolare sia ancora sconosciuta, alla microscopia elettronica i granuli di cheratoialina sono assenti o ridotti, per alterazioni biochimiche nell'espressione del complesso profilagrina/filagrina

L'ittiosi X-linked è dovuta ad alterazione del gene che codifica per la steroido-sulfatasi, (localizzato su Xp22.3); la carenza dell'enzima comporta un aumento del colesterolo-solfato epidermico che causa ipercheratosi da ritenzione con conservazione dello strato granuloso. Si manifesta alla nascita o poco dopo, con espressione completa nel sesso maschile, mentre il difetto enzimatico si ripercuote a livello placentare determinando un aumento delle complicanze ostetriche nelle madri portatrici.

L' interessamento è diffuso e simmetrico, comprese le pieghe ed il collo, con squame più grandi e più scure rispetto a quelle dell'ittiosi volgare. Le palme sono normali e manca la cheratosi pilare. Nel 10% dei casi vi è ipogenitalismo e criptorchidismo. In un terzo dei casi alla lampada a fessura si evidenziano opacità asintomatiche della cornea. L'aspetto della cheratoialina è normale. La determinazione dell'attività enzimatica conferma la diagnosi.

Nell' eritrodermia congenita ittiosiforme bollosa dovuta ad anomalie nella citocheratina K1, K10, il quadro è caratterizzato da eritrodermia, squame verrucose prevalenti alle pieghe, bolle ed erosioni superficiali, facilità alle infezioni, macerazione cutanea con conseguente cattivo odore e prurito. Nelle prima infanzia le bolle si riducono e si instaura un'ipercheratosi diffusa di colore giallo-nerastro, con aspetto “a pelle di serpente” alle pieghe e sul dorso delle mani e dei piedi, che persiste nel tempo. Istologicamente vi è vacuolizzazione intorno al nucleo dei cheratinociti dello stato malpighiano (ipercheratosi epidermolitica). La malattia è autosomica dominante. L'ittiosi bollosa di Siemens si presenta con un quadro clinico simile ma in forma più lieve, con ipercheratosi limitata a livello delle articolazioni, e modesta eritrodermia, con alterazioni istologiche più superficiali. Forme localizzate, dovute a mosaicismo, si esprimono come nevi di tipo verrucoso che seguono le linee di Blasko con identica istologia

L'ittiosi lamellare congenita è caratterizzata dalla presenza di grandi squame a lembo, di colore bruno. Le pieghe sono sempre interessate, il disturbo è generalizzato e spesso si associa ad ectropion. Può esordire alla nascita con un quadro di collodion baby, caratterizzato da cute lucente che sembra verniciata di collodio rappreso. Questa membrana è costituita da squame cornee sovrapposte e causa ectropion ed eversione delle labbra, dita bloccate in semi-flessione ed orecchie raggrinzite, costituisce un rischio per le complicanze infettive e metaboliche. Anche se rappresenta nella maggioranza dei casi l'esordio di una ittiosi lamellare, in una minoranza l'evoluzione avviene verso altri tipi di ittiosi o addirittura verso la completa guarigione

Le ittiosi congenite lamellari - dette anche eritrodermie ittiosiformi non bollos (EINB) - possono successivamente evolvere in una forma con o senza eritrodermia persistente, spesse e grandi squame piatte disseminate su tutto l'ambito cutaneo, variabile grado di ectropion ed alopecia, possibili squilibri elettrolitici e metabolici e complicanze infettive. Le ittiosi congenite persistono indefinitivamente ed alterando fortemente la qualità della vita di questi malati. Sono geneticamente eterogenee e caratterizzate istologicamente da ipercheratosi da proliferazione; in alcuni casi sembra coinvolto il gene codificante per la transglucaminasi di tipo I che provoca un aumento della cinetica cellulare. Alcuni autori classificano le ittiosi lamellari in quattro forme sulla base dei dati ultrastrutturali.

Il Feto Arlecchino è la forma di ipercheratosi più grave e rara, caratterizzata da grandi placche ipercheratosiche separate da fissurazioni. Questo involucro rigido impedisce i movimenti, anche respiratori. La patologia può associarsi, inoltre, ad eversioni labiali e palpebrali ed a malformazione dei padiglioni auricolari.

Nelle ittiosi sindromiche vi è associazione variabile con gravi danni neurologici, oculistici e scheletrici. Alcuni esempi sono inclusi nella Tab.4.

Tab 4 Esempi di Ittiosi sindromiche o complesse
Nome Ereditarietà Clinica Biologia molecolare
S. di Netherton A R ICE (20%) o ittiosi circonflessa (80%) atopia tricorressi invaginata gene SPINK5
S. di Sjiogren Larsson A R ICE , ritardo mentale, spasticità epilessia,  retinopatia cromos 17
S. KID A R eritrocheratosi a chiazze, sordità, cheratite ignota
S.di Dorfman Chanarin A R ICE, splenomegalia, ritardo della crescita, inclusioni lipidiche in PFN ignota

AR: Autosomica Recessiva ICE: ttiosi congenite con eritrodermia persistente PMN: Polimorfonucleati

Diagnosi

La diagnosi delle ittiosi risulta facile per l'ittiosi volgare, tuttavia nella maggior parte dei casi richiede il confronto tra i dati clinici, istologici, ultrastrutturali e biochimici. La valutazione dell'età di esordio permette di differenziare le forme volgari da quelle congenite. L'assenza o la presenza di alterazioni a carico di altri organi consente di distinguere tra ittiosi puramente cutanee ed ittiosi facenti parte di sindromi complesse.  L'istologia mostra una ipercheratosi ortocheratosica con riduzione dello strato granuloso nell'ittiosi volgare, mentre quest'ultimo appare normale o poco ispessito nell'ittiosi legata al cromosoma X. In quest'ultima si riscontra all'elettroforesi un'anomalia delle lipoproteine. Il test diagnostico è comunque il dosaggio enzimatico della steroido-sulfatasi dai fibroblasti in coltura. Alcuni autori classificano le ittiosi lamellari in quattro forme sulla base dei dati ultrastrutturali. Anche il tricogramma può rappresentare una tappa importante nella diagnosi delle ittiosi congenite, infatti permette di evidenziare la tricoressi invaginata nei casi di sindrome di Netherton. In presenza di ittiosi è utile eseguire un accurato albero genealogico per risalire alle modalità di trasmissione.

 

 

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