I benefici previsti dalla legge 104/1992 per le condizioni di handicap grave

Legge 104/1992 art. 3 comma 3

Portatore di handicap è colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.   L’handicap assume connotazione di gravità se la minorazione, singola o plurima, ha ridotto l’autonomia personale, correlata all’età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione. Tale requisito si considera soddisfatto quando sul verbale è sbarrata la voce: “HANDICAP GRAVE ....... ai sensi dell';art. 3, comma 3 della Legge 104/92”.

Il riconoscimento della situazione di handicap grave non dà luogo a benefici economici ma è la condizione indispensabile per poter usufruire di varie agevolazioni, tra cui i permessi lavorativi concessi ai lavoratori disabili e ai familiari che li assistono e il congedo retribuito di due anni solo per familiari che assistono disabili riconosciuti in situazione di gravità.

 

I PERMESSI RETRIBUITI (L. 104/1992 art. 33– DLgs 151/2001 art. 42) spettano ai lavoratori dipendenti sotto indicati del settore privato e, dal 1° gennaio 2009, anche ai lavoratori delle imprese dello Stato, degli Enti Pubblici e degli Enti locali privatizzate.

Permessi per il portatore di handicap

> Permesso retribuito: alle persone in situazione di disabilità grave che lavorano come dipendenti spettano 2 ore al giorno o 3 giorni al mese anche frazionabili in ore

Permessi per i genitori, coniuge, parenti e affini entro il 2° grado

> Prolungamento dell’astensione facoltativa o permesso retribuito. Ai genitori lavoratori dipendenti di figli in situazione di disabilità grave con età inferiore a 3 anni spetta il prolungamento dell';astensione facoltativa o 2 ore al giorno fino al compimento dei 3 anni di vita del bambino o 3 giorni al mese anche frazionabili in ore

> Permessi retribuiti. Al coniuge, parenti o affini entro il 2° grado che lavorano come dipendenti spettano 3 giorni al mese anche frazionabili in ore. Il diritto può essere esteso ai parenti e agli affini di terzo grado della persona con in situazione di disabilità grave soltanto qualora i genitori o il coniuge della persona disabile abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti. I tre giorni di permesso mensili possono essere fruiti anche dai parenti e dagli affini del minore di tre anni in situazione di disabilità grave (33, comma 3, della legge 104/92 come modificato dall’art.24 della legge 183/2010).

Fonte: INPS

 

CONGEDO STRAORDINARIO DI 2 ANNI  (L. 388/2000 art. 80, comma 2 e D.Lgs. 26.03.2001 n° 151)

Spetta lavoratori dipendenti secondo il seguente ordine di priorità:

> coniuge convivente della persona gravemente disabile in via prioritaria (circ. 112 del 3.8.2007 , circ.n. 41/2009);

> genitori naturali o adottivi e affidatari del portatore di handicap grave, nel caso in cui si verifichi una delle seguenti condizioni (circ. 112/2007 , circ. n. 41/2009);

- il figlio non sia coniugato o non conviva con il coniuge

- il coniuge del figlio non presti attività lavorativa o sia lavoratore autonomo

- il coniuge del figlio abbia espressamente rinunciato per lo stesso soggetto e negli stessi periodi a godere del congedo stesso

> fratelli o sorelle (anche adottivi) – alternativamente – conviventi con il soggetto in situazione di disabilità grave qualora si verifichino ambedue seguenti condizioni:

1) il fratello in situazione di disabilità grave non sia coniugato o non conviva con il coniuge, oppure nel caso in cui sia coniugato e convivente con il coniuge, ricorra una delle seguenti condizioni:

- il coniuge non presti attività lavorativa o sia lavoratore autonomo

- il coniuge abbia rinunciato a godere, per lo stesso soggetto e negli stessi periodi, del congedo.(circ. 112 del 3.8.2007);

2) entrambi i genitori siano deceduti o totalmente inabili (circ. 107/2005 - circ. 112/2007);

- figlio convivente * ( circ. 41 del 16.3.2009 - sentenza Corte Costituzionale n. 19 del 2009) con il soggetto in situazione di disabilità grave se si verificano le seguenti quattro condizioni:

1) il genitore portatore di handicap grave non sia coniugato o non conviva col coniuge, oppure se coniugato e convivente con il coniuge dovrà ricorrere una delle seguenti condizioni:

- il coniuge non presti attività lavorativa o sia lavoratore autonomo;

- il coniuge abbia espressamente rinunciato a godere nei medesimi periodi del congedo in esame;

2) entrambi i genitori del portatore di handicap siano deceduti o totalmente inabili;

3) il genitore portatore di handicap grave non abbia altri figli o non conviva con alcuno di essi, oppure qualora abbia altri figli conviventi ricorra una delle seguenti situazioni:

- tali figli (non il richiedente) non prestino attività lavorativa o siano lavoratori autonomi;

- i figli conviventi (non il richiedente)abbiano espressamente rinunciato a godere del congedo nel medesimo periodo.

4) il portatore di handicap grave non abbia fratelli o non convive con alcuno di essi oppure qualora conviva con un fratello ricorra una delle seguenti situazioni:

- il fratello convivente non presti attività lavorativa o sia lavoratore autonomo;

- il fratello convivente abbia espressamente rinunciato a godere nello stesso periodo del congedo in esame.

Fonte INPS 

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